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Grazie alle sue doti, vestirà la maglia azzurra delle varie categorie e nel 2008 conquisterà il Campionato Europeo Under 19, portando alla sua Italia il primo titolo Europeo, realizzando un calcio di rigore nella finale contro la Norvegia, vinta per merito di una grande prestazione di squadra. L'UEFA riconoscerà Parisi come una delle 10 migliori calciatrici Europee.
Nella stagione successiva passa al Bardolino Verona, dove giocherà fino al campionato 2009-2010, segnando 15 reti in 42 partite e conquistando il titolo di campionessa d'Italia 2008-2009 e la Supercoppa Italiana.

Dalla stagione 2010-2011, Parisi passa alla Graphistudio Tavagnacco dove disputa 70 partite e segna 39 reti, delle quali 19 nello scorso campionato.
In questa stagione, la stella di Alice ci illumina, con le sue magie, in ogni giornata del campionato Italiano, costellata da 11 reti realizzate in altrettanti partite, conquistando l'attenzione dei club europei per le sue performance sfoggiate al campionato Europeo di Svezia 2013 e in Coppa Campioni.
Per completare la breve presentazione di Alice Parisi, ho intervisto il suo primo mister di calcio femminile, Roberto Genta: "Pensare che quella bimba timida potesse diventare il "Pallone d'Oro Italiano" poteva sembrare una forzatura, la fantasia lontana di qualche sprovveduto appassionato del settore. Sinceramente la notizia della vittoria di questo importantissimo premio non mi ha stupito, anzi, credo sia solo il coronamento di tanti sacrifici e soprattutto di tanta umiltà e devozione verso uno sport che regala poche soddisfazioni ma pretende tantissimo da chi come Alice lo pratica con impegno e serietà.
Alice è la bella immagine del calcio femminile, è la correttezza e la passione, è l'elemento che ogni allenatore vorrebbe avere nella propria squadra. Ho avuto la fortuna di allenarla e da subito ho notato le qualità e le doti che erano innate in questa grande giocatrice. Con lei mi sono scontrato più volte ed il nostro rapporto è stato sempre piuttosto teso, forse perché durante la mia esperienza da allenatore avevo visto troppe "promesse del calcio" rimanere tali per colpa di eccessiva presunzione.
Sicuramente erano preoccupazioni eccessive e probabilmente mal riposte, ma in quel momento ho pensato giusto quel tipo di atteggiamento che ho adottato in maniera puramente precauzionale. Non volevo che il talento di Alice andasse sprecato quindi a volte sono stato piuttosto duro con lei ma non ho mai dubitato che un giorno sarebbe entrata a far parte dell'olimpo del calcio femminile.
Grande tecnica, visione di gioco, duttilità e rapidità: queste sono le maggiori doti che riconosco a questa piccola ma tanto grande campionessa. Grazie alle sue doti calcistiche ed umane e nonostante la sua giovane età nella mia squadra ha potuto ricoprire tutti i ruoli, compreso quello più impegnativo: il capitano. Per concludere credo che parte del merito di questa grande soddisfazione per Alice sia senz'altro da attribuire alla sua famiglia, che l'ha sempre sostenuta ed incoraggiata in maniera esemplare."
Buon "Pallone d'Oro Italiano" Alice, che sia il punto di partenza per una grande carriera... sui palcoscenici che ti competono.

Walter Pettinati

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